un criceto tra le uvette è un terrorista

c'era una volta Gengis Gangillo, che il tempo s'è portato via lasciando il posto a personaggi di dubbia fama. Qui sono racchiusi racconti di gloriose battaglie perse, d'eroi passati senza lasciare il segno e di piccole banlieue impertinenti, romanticamente e fieramente arretrate. Romanticismo e volgarità, d'altronde, aspettano solo che sia buio per trombare come criceti.

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giovedì, 21 agosto 2008
il maniaco del cazzo.



compagni di lettura cari,  non son tipo da scrivere sul un blog intelligente come questo per niente.
ma c'è il maniaco.
io, che non son grande appassionato di cronache della minchia, mi rendo conto di non esser troppo aggiornato sul tema della gente che si tira fuori l'uccello davanti alle nonne, ma tant'è.

dice infatti che a livorno ci sia un ragazzotto alto un metro e settanta coi capelli castani che gira col motorino nero e fa vedere la fava a signore dall'età compresa tra i quaranta e i settant'anni.

la cosa si fa incredibile, perchè suddetto maniaco c'ha almeno cinque sconfitte all'attivo.
piglia la badantee lei lo fa scappare. poi la donnetta che lo piglia a borsate. poi la megèra che urla e lui se ne va. poi qualcuna che non mi ricordo, ma a cui un certo punto ni rovescia (con gesto spregevole) la busta della spesa per la terra e le svuota l'acqua gassata sul marciapiede. poi stanotte ha fatto qualcos'altro ma il giornale non l'ho ancora letto. dice che una delle cinque era la zia d'un mio amico.

caro maniaco, ti chiamerò per brevità Uccello.
ebbene, Ucce caro, sappi che ti sono solidale.

in primo luogo perchè mi pare una tua eccezionale presa di posizione contro i vecchi aggredire una sessantenne e farle vedere due o tre palle prima di impennare sul tuo motorino (sicuramente un booster, almeno spero) e levarti di culo.

in secondo luogo perchè il rischio che corri è estremo: non ti fidar de "il tirreno" che ti definisce pericoloso solo perchè mentre provavi a strizzà du puppe mosce a una donna di cent'anni lei (sicuramente è colpa sua) è ruzzolata dal motorino e s'è rotta un piede. il rischio è estremo, Ucce, perchè prima o poi una sessantenne di belle speranze e cento chili ti salterà addosso innamorata, e la tua carriera finirà sotto un quintale di cicce mosce.

in terzo luogo, Ucce, ti sono solidale come con chiunque intraprenda una missione stupida. ti capiterà di sartà su una moglie di baffone, su una donna barbuta o su quel trans di due metri che l'altro giorno ha sfasciato il barrino dell'immigrati in piazza della repubblica. in questo caso non ci sarà fine indolorosa della carriera. parrai semmai un ecceòmo, con la carriera spezzata come vitale, ragazzotto centromediano del livorno di più di diecianni fa che non è andato oltre le gabbionate ai pancaldi ma a differenza tua perlomeno ha chiavato una che conosco.

Ucce dammi retta, cambia mira.
mariolino lo stoppone, ai tempi del marroccone, per caàlli sul petto ti dava cinquantamila lire.
informati, ci sta che qualcosa paghi ancora.

scritto da Achille Nanotti alle 12:41 | link | commenti (1) |

giovedì, 24 gennaio 2008
lui è leggenda



un virus fa diventare tutti incroci tra vampiri e zombi velocissimi, animali compresi. a new york l'unici che agguantano sono lui e il suo cane. siccome lui è un fenomeno fa una marea di esperimenti per vedere se trova l'antidoto al virus. a un certo punto vede che una prova funziona su un topolino e decide di prendersi un umano contagiato.
e infatti lo prende, ma ovviamente prende la fia del capo dei mostri, che nonostante sia ridotto a livello subumano è intelligentissimo e si vuole vendicare. e intanto n'ammazza il cane con uno stratagemma astvtissimo.

dilaniato dalla tristezza, leggenda cerca d'ammazzàssi ma arrivano da una città lontana una fia e il su figliolo, anche loro sopravvissuti. lo salvano e gli dicono che stanno andando in una località amena dove c'è un villaggino di gente non infetta. peccato che però mentre lo salvavano hanno fatto capire ai mostri dov'è il nascondiglio di leggenda, e puntualmente al calasole vengano assartati.

il capo dei mostri è invelenito perchè leggenda n'ha rubato la fia mostra, e se la vòle riprendere e distruggere tutto. la cura sperimentale comincia a fare effetto giusto quando c'è una marea di zombacci in casa di lui, che prende un pò di sangue della vampira curata, nasconde fia e figliolo e poi fa scoppiare tutto.

finisce che questa fia e questo bimbo arrivano in un paesino che pare il gabbro, danno l'antidoto al sindaco che ne farà buon uso, il mondo ricomincerà e una vocina fuori campo dice che effettivamente lui è leggenda.

ecco, questa era la trama completa. quello che c'ha stupito, a noi avventori del cinematografo, è stato però un fatto cui si lega una domanda che giro a voi, fidi lettori del cazzo.
come mai leggenda, che non chiavava da anni 3 e che oltretutto è will smith e quindi un bell'omo, appena ha visto la fia che l'ha salvato non n'ha messo la fava in mano?


ps: la trama del libro è differente: leggi qui e qui

pps: VISTO CHE NON NI BASTAVA SPERA' DI DIVENTARE PRESIDENTE DELLA CALIFORNIA, QUEL COGLIONE DI SCHWARZENEGGER L'HA FATTO ANCHE LUI, IO SONO LEGGENDA!
GUARDA! INCREDIBILE.

scritto da Achille Nanotti alle 00:16 | link | commenti |

lunedì, 07 gennaio 2008

siccome talvolta guardo i film, oggi ho visto un film.
solitamente i film mi fanno abbastanza caà, non è un modo di comunicare troppo simile al mio. però oggi ho visto salvador, 26 anni contro.
è la storia d'un ragazzo condannato a morte dal regime franchista, nella spagna dei primi anni 70.

mi sarà successo si e no tre volte, questa compresa, che finito il film sono dovuto andare a fare una doccia.

di solito, quando penso alla mia posizione nel mondo la vorrei diversa, più combattiva, alla sinistra del comunismo e che strizza l'occhio all'anarchia. dico che ci vorrebbe la rivoluzione, la descrescita, d'andà tutti in campagna.

sotto quella doccia calda abbollore, dieci minuti fa, pensavo che ci vorrebbe ma dimorta violenza.

chiamerò gengis gangillo, n'è rimasto qualche raudo.


scritto da Achille Nanotti alle 16:22 | link | commenti |

mercoledì, 02 gennaio 2008
tu mà e i botti di tu pà.

ho tirato i botti,
ganzi i botti.
l'ho messi nelle marmitte
    nelle bottiglie
    nei pandori
    e nelle patatine fritte.

ganzi, i botti. e sono ancora vivo.

ti vendono i botti, le bombe, i missili, le taniche di benzina con la miccia. prima non era così. anzi forse invece era così uguale, solo che io avevo dieci anni e sapevo una sega.
c'è da dire però che se vai dal tabaccaio e ni chiedi i miniciccioli, lui te li da.
    se gli chiedi i gessetti, lui te li da.
    se gli chiedi i raudi, lui te li da.
    perfino se gli chiedi i fischiebbotto, lui te li da.
    se però gli chiedi i magnum non te li da, ma ti dice vai li che te li danno anche se non c'hai diciottanni.

quindi vai in questi posti meravigliosi dove ti pare di comprare cocaina sottobanco, e l'omìno capisce subito. si ferma, ti guarda un pò come per capire dal tuo viso se morirai o meno al primo magnum. poi si convince del fatto che non gliene frega niente, e ti da i tuoi magnum del cazzo.

ti dice che quelli sembrano magnum, ma sono supermagnum cinesi.
ovviamente, il supermagnum è rosso: dice che il colore l'abbia scelto mao in persona confrontandolo con la bandiera.
design italiano mefisto-style, tecnica millenaria cinese e potenza che non ti aspetti.
e per finire, prove effettuate per davvero nel famoso culo dei micini.

ottimo. vai a casa nascondendoli in posti improbabili. poi arriva l'ultimo dell'anno. prendi la scatola. li tiri fuori con la massima cautela. poi esci coi tuoi amici cugi, e fai a manetta quello che hai cominciato timidamente a fare da metà dicembre: scoppiare i botti.

caro palle, probabilmente trascorrerai ogni capodanno della tua vita così almeno fino a mezzanotte e mezzo.

metterai i botti nel pandoro, nelle patatine, nella bottiglia, nel casco del tuo amico coglione, nelle marmitte   di qualcuno che ti sta sul cazzo.

ti sembrerai ganzo, caro palle. ma non sarai mai quello più ganzo, per due motivi.

perchè non andrai a vedere come mai il magnum non è scoppiato. non ci andrai, perchè mamma da quando avevi 4 mesi ti ripete che anche se non è scoppiato, ci sta che scoppi. scoppierà di sicuro. magari non ora, nè tra un minuto, ma sicuramente scoppierà. forse, ti dici, nelle mani dello spazzino domattina.

perchè quello che ciuccerà con le fie a mezzanotte e venti sarà quello che il magnum l'ha acceso 6 secondi prima di mezzanotte, e l'ha tirato lontano solo allo scoccare del nuovo anno. il coraggio è tutto, te l'ha detto anche babbo.

e te non puoi insegnà a trombare a babbo. che proprio agguantando un botto fino ad un secondo prima che scoppiasse ha beccato tu mà, se l'è chiavata e poi sei nato te.
poi è andato al bar, dove risiede tutt'ora.
ecco perchè a mamma, comprensibilmente, i botti ni stanno sui coglioni.

mao mentre cerca un micio per la prova dei botti.

scritto da Achille Nanotti alle 01:07 | link | commenti (1) |

lunedì, 31 dicembre 2007
trentuno dodici

non lo trovi facilmente in giro, gengis, a meno che non si faccia beccare lui.
l'ho trovato per caso, davanti all'albero secolare che solitamente usa per pisciare.
gli ho chiesto perchè sparisce sempre. lo fa da quando lo conosco, e sono quindici anni ormai.
e quanti anni abbia, ma non ha gradito la domanda.
caro palle, m'ha detto, le feste sono una cazzata.
lo credo anch'io, n'ho ribattuto, ma che ci devi fà. col tempo si invecchia e poi tanto del bambingesù un n'importa mica una sega a nessuno, è una scusa per mangià tanto.
eh lo so, caro borghesotto della mi fava, m'ha risposto con lo sguardo triste, poi è andato via.

la morale di questa storia è che se ce la fai a fà le feste mangiando dal 24 al 31 senza poi fare la fame un mese, non sei certo un proletario.
sei al massimo un cazzo di precario, magari trentenne residente coi genitori. un ti preoccupà, a te ci penserà il mondo. e i figli dei negri, speriamo per loro.


ah bene dè.
divertiti stasera, chè manca poco.

scritto da Achille Nanotti alle 10:02 | link | commenti |

martedì, 18 dicembre 2007
una conversazione importante

talvolta, sotto gli effluvi della birra nella bottiglia di plastica da litri 2, Gengis diventava più saggio del solito.

"gengis, ma dio esiste?" ni chiesi.
"certo, caro te. esiste, ma non conta un cazzo. ci penserà il mondo a fà tutto"

in quel mentre passava il prete razzista di sant'andrea, intento a far la ronda.

"tò, ma guarda che l'òmo un'ha mica potuto creare la vita", interruppe.
"te no, perchè un trombi" rispose Gengis.

e andò da quei coglioni di luca e paolo.
cari luca e paolo, ni voleva dì, un'avete inventato nulla. prima che a quello di voi due che si vanta del camper ni fossero scese le palle, io c'avevo già il booster.
aveva ragione. n'hanno copiato lo stile di vita. ma i cugi non tradiranno, quando sarà il momento.
perchè quando il mondo sarà quasi finito non resteranno in molti a girare col bomber scuro fuori e arancione dentro.
di sicuro, non saranno luca e paolo.

scritto da Achille Nanotti alle 16:58 | link | commenti |

eccoci qui. il tempo, a differenza dei mortali, non fa una piega.

e fu così che qualche mese fa Gangillo il criceto, ispiratore di questo blog, morì. forse stizzito dal mondo, forse di vecchiaia.
così è. riposa ora, nel suo fido furgoncino volkswagen, al parterre.
con lui un semino per il viaggio, uno per la rivoluzione e uno per la topa.
dopo quattro anni di onorato servizio alla causa della Rivoluzione Cugi, il nostro ci lascia.

Gengis Gangillo, che mi perseguita da quel giorno per incitarmi alla riscrittura di facezie e grandi verità varie su questo blog, ha avuto la meglio.

complice l'influenza che martiria i giusti e rompe il cazzo alla gente normale, sono qui per raccontarvi le gesta degli impennatori col booster, delle fabbriche di suv e di moderni cyrano.

fu così che qualche settimana fa è fallito il bar bengasi, sito nell'omonima via bengasi.
"ora che non c'è più il bar dovranno cambiare il nome alla via" m'ha detto Gengis davanti alla saracinesca chiusa.
poi ha rubato un ciaino.

scritto da Achille Nanotti alle 16:32 | link | commenti |

mercoledì, 21 febbraio 2007
dice che a vicenza

c'erano 150mila persone.
e nessuno ha fatto casino. nemmeno un pochino.
nemmeno un ravdo fischione!
e di conseguenza sono subito arrivati rifondazione, comunisti italiani e talvolta verdi a dire che ne fanno parte, anzi sono quasi contenti che un botto di persone sfili contro una base usa e contro il governo prodi.
si, perchè dice si stia riformando il movimento pacifista.

speriamo di no.
anche perchè se quelli che hanno impedito di fare la tav in val di susa erano pacifisti, a quest'ora al posto della valle c'avevano una ferrovia.

è bella però, la storia della manifestazione di vicenza. perchè il ministro dell'interno, amato, ha detto subito che la manifestazione era a rischio, e di porgere di corsa la solidarietà alle forze dell'ordine.
ma perchè era a rischio, visto che si sapeva benissimo che gli organizzatori [tra i quali comitati cittadini, studenti ed altre realtà non proprio equiparabili agli ambienti dell'eversione (?)] non c'erano intenzioni bellicose?
perchè a vicenza, che è una delle province più ricche d'italia, l'unione prenderà tipo il 2%.
perchè la maggioranza (di destra) vicentina è spaccata, con la lega che non vuole la base usa.
perchè la minoranza (l'unione) s'è autosospesa.

che significa? significa un buon casino, avrà pensato prodi. l'unica maniera di sorvolare le manifestazioni era criminalizzare parecchie migliaia di persone in anticipo.

che era pure una cosa facile, dopo che è morto il raciti, dopo che hanno scoperto mille neobrigatisti, dopo che tramite i media si è riusciti a catalogare sotto la voce eversione il terrorismo e i centri sociali, gli ultras e pure i comitati cittadini contro il rigassificatore offshore.

non gli è riuscito, e allora si torna alla vecchia maniera di strumentazione ed entrismo del centrosinistra italiano. come sono bravi, dicono, sono anche pacifici e sicuramente porteranno rispetto a tutti.

attente, genti. prodi aspetta soltanto di mangiarvi il cervello. anche perchè il voto ve l'ha già preso. a farvi stare zitti ci metterà poco poco.

oppure potreste incazzarvi e spaccare tutto. come dimostra la val di susa, nella quale se nessuno rompeva i cantieri le centomila persone non contavano un cazzo. e sono ancora lì che dicono di doverla fare, la tav, ma intanto non ci provano nemmeno.
(e qualcuno l'ha capito).

come dice lucarelli, speriamo che chi rimane un pochino di sinistra se ne ricordi alle elezioni.

intanto, per prepararvi alla rivoluzione, beccatevi questo.

perchè la rivoluzione, diceva gengis gangillo, non si fa senza impennare col booster.





scritto da Achille Nanotti alle 15:07 | link | commenti (2) |

martedì, 05 dicembre 2006
grosse novità

da qualche giorno in giro c'è fermento. clicca sull'immagine e scoprirai cosa succede questo fine settimana.
si parte venerdì 8/12 e si finisce domenica 10/12.
obbligatoria la partecipazione, capito?


ps: chi l'ha detto che le puppe non attirano l'attenzione?

scritto da Achille Nanotti alle 13:51 | link | commenti (3) |

giovedì, 30 novembre 2006
mi piange il cuore

perchè quand'ero bimbetto bomber e lo chiamavano bulldozer m'hanno insegnato un pò a vivere.
perchè c'erano tanti di quei pantaloni del trening che ora non si vedono più.
perchè c'era livorno, il porto, l'ameriàni cattivi di camp darby che perdevano e il popolo che vinceva.
perchè quel cappottone blu da pescatore, porcaputtana, è il simbolo di mezzo secolo di storia di livorno.
perchè, diciamolo una volta per tutte, quando sentivo dire ha da venì baffone io pensavo a bud spencer.
perchè di furti a camp darby c'è vissuta una generazione di babbi.
perchè quando bomber sbombolava l'americanaccio a me mi batteva il cuore e saltellavo sul letto facendo finta d'esse pugile.
perchè io me lo volevo ricordà così:



e anche se lo sapevo già, perchè l'anno scorso lo intervistavano anche al tg4, non ci volevo pensare. gli volevo ancora bene, perchè in fin dei conti non l'avevo ancora visto vicino al simbolo.
e ora invece ho trovato questa:



così. nemmeno al nome, ha rinunciato. non poteva presentàssi come carlo pederzoli o come cazzo si chiama, no.
ennò, porcaeva: c'aveva da speculà per prende voti e dàlli a quella merda di berlusconi, lui.

lui, che all'ameriàni n'ha tinto il culo a strisce sia a braccio di ferro che a botte che a quel gioco stupido che è il football.
lui che sgominava le mafie del porto.
lui, che a me mi pareva baffone.

in nome del popolo, bud spencer, ti sfido a un incontro regolare di boxe. e non importa se mi fai spezzare le mani da sandro bondi, appena ti vedo ti macino. e ti sotterro davanti a campo darby, da quelli che ora sono tù amici, perlomeno le troie e i trans ti pisciano in testa.

speriamo tu mòia

scritto da Achille Nanotti alle 19:02 | link | commenti (2) |